sabato 29 dicembre 2012

PotPotPotPot-A-to.

Sogno, nell'esser desto, di sognarti, guardarti, tenerti, sentirti e assumerti.
Sogno di farlo su quella poltrona dall'aspetto comodo, marrone, in una stanza non mia.
Sogno di farlo da sempre, da vicino, ricordandolo come momento remoto, in un'immagine di te che guardi me. Eppure è ora, è poco fa. Ora come ieri, come non mai. Ora come due vite fa.
Ora come domani. Il tempo è uguale a uno, uno è quattro, nelle dimensioni. Chiamamelo caos, chiamamelo Chaos, chiamamelo Te. E' psichedelia e non son funghi, ma si utilizzano fritte col ketchup. Nel segno di ciò che mi è più caro.
Buongiorno, adorabilmente fritta.

sabato 15 dicembre 2012

Ad A

Ogni numero naturale è la somma di al più 19 quarte potenze.
19 è un numero strettamente non palindromo. E sì, fa parte della sequenza di Keith e, a dirla proprio tutta, è anche un numero felice.
Solo che per 42 giorni 19 sono in due, volevo soffermarmi su questo.
323 giorni di distanza e nacquero.
Vissero.
Conversero.
Le due rette sghembe diventano così una curva. Immagina: sei un concetto primitivo. Sei ( venti-Sei ).

A te.

giovedì 6 dicembre 2012

Nel blu, dipinto di blu, col giallo, grazie.

Perché, se ci pensi, la staticità sgretola l'essenza.
Essere così, così come sei, ha sapore metamorfico: sarai acqua, acqua che disseta, che lava via. 
E se troppa acqua mi facesse affogare? Sei una simpatica ciambella che mi tiene a galla, ché negli oggetti comuni c'è un sapore deciso e fantastico di un prato,  "la mano che mi salva" è ormai un harmony.
E se la ciambella fosse troppo stretta? Sei la liposuzione decisa che mi tiene dentro.
E se la liposuzione otturasse tutti i miei pori? Saresti gli infiniti aghi di infinitesimale grandezza.
E se gli aghi entrassero troppo a fondo? Sei il mio cervello in shock, vivo, fibrillante, l'ossigeno stimolante.
Il sapore dolce di una catena insatura, una dolcissima merendina, un dolce tipicamente domenicale.
E se fosse aterosclerosi? Saresti un'angioplastica decisiva.
La freschezza semplice, raramente comune, blu, gialla, di un idrogeno. Quello che porto addosso. Lato destro. E tu sei dentro.

giovedì 22 novembre 2012

For telling you that I need you.

Un giorno ho ricordato il nostro primo bacio, a quando per la prima volta il tempo s'è fermato.
E' un'istantanea ad esposizione prolungata :
metti una macchina fotografica ad uno dei poli, esposizione di 24 ore;
ottieni una vista delle stelle che descrivono una circonferenza intera e lasciano questa scia immaginaria dietro di loro.
Adoro pensare al relativismo di questi eventi, di come quelle stelle, se almeno pensassero, potessero immaginarsi tutte delle comete che ti portano al Graal.
Se si potessero basare su quella fotografia, tutte le stelle sarebbero davvero molto importanti.
Tu fissi un sistema di riferimento, un punto di vista esterno lontano milioni di chilometri, e guarda quelle: per 24 ore sono comete, se ne vantano, ti mostrano un sorriso infuocato e infantile, questi astri bambini.
Vorrei far loro capire che esiste una cazzo di causa, eh.
Vorrei dir loro che devono ringraziare le tue labbra, perché si sono appena elevate a forza motrice dell'universo.
E sarà vero che noi potremmo essere tranquillamente tutti morti, ché tanto la Terra si fa i suoi bei giri attorno al sole, mentre magari l'erba continua a nascere, il mare a muoversi e il cielo a girare, ma il punto è proprio questo.
Chi se li fila questi movimenti poi? E, soprattutto, che importanza assumono per se stessi, se nessuno li guarda?
Quello che voglio dire è che i cieli e i mari e le distese verdi diventano tristi senza Te.
Lo sono sicuramente per me, ma si intristiscono proprio di loro, i mari si prosciugano e l'erba non nasce e il cielo è pieno di nuvole, non se ne vede il blu.
E vorrei concentrarmi pure su quest'altro fantastico aspetto:
il cielo è blu grazie alla rifrazione delle radiazioni solari sugli elementi che compongono sull'atmosfera.
Ora, non vorrei sembrare saputello, ma è cosa nota che le radiazioni solari all'origine, nel vuoto dello spazio aperto, hanno delle caratteristiche lunghezze d'onda che le rendono gialle.
E, quindi, conseguenza fondamentale, il blu esiste perché esiste il giallo.
Se pensi al blu, pensi al cielo, quindi, si, oggettivamente il blu esiste perché c'è il giallo.
E, ti giuro, non vorrei nemmeno divagare più di tanto, ma da lontano il pianeta Terra è prevalentemente verde e blu, illuminato da un sole molto molto molto giallo.
Sarò serio. Lo ero anche nelle righe precedenti, ma lo sarò di più.


E quali spalle, e quale ingegno,
poté torcere le fibre del tuo cuore?
E quando il tuo cuore iniziò a battere,
quale terribile mano? E quale terribile piede?
Quale martello? Quale catena?
In quale fornace fu (plasmata) la tua mente?
Quale incudine? Quale terribile stretta
osa afferrare il suo mortale terrore?
Quando le stelle gettarono le loro lance
e lavarono il paradiso con le loro lacrime:
Egli sorrise a vedere il Suo lavoro?
Colui che creò l'Agnello, creò te?


Mi viene donato quest'immenso potere di sovvertire l'ordine dell'universo e di essere forza creatrice assieme a te.
Mi viene consapevolmente offerto il dono della vita, e di altre dopo di me, insieme a te.
Mi viene assegnato il compito di tenere saldamente le mani che mi danno la vita e mi tengono nella Morte.
Vedo che tutto muore attorno a me, se non ci sei.
Vedo che tutto è fermo attorno a me, col sapore delle tue labbra, tu in silenzio, io in silenzio.
Senza la tua voce, il mondo non si muove, attende silenzioso Noi.
Così ci autorizza a gettare quelle nostre lance verso il cielo, perché è nostro quello che è nostro.

Ti amo, senza limitazioni. L'analisi matematica non basta.
Ti amo, senza proposizioni. L'analisi grammaticale non è sufficiente.
Ti amo, e mi abbandono a 5 lettere e uno spazio.

lunedì 5 novembre 2012

Storie di Ea

Grampasso sono e ad ampie falcate vengoti incontro.
Come giuoco mortal ricordi, viaggio ai confini delle mie terre, laddove i miei occhi un tempo incontrarono il mare.
"...soleva viaggiare d'autunno, dormire d'inverno, annusare di primavera, bere d'estate. Eppure, fino ad allora, mai aveva toccato e né ascoltato, né visto, né assaporato Quello.
Si sarebbe potuto definire come desiderio di vite passate, incontri eterei di felicità, acqua che prende con decisione il posto del sangue e comincia veloce a scorrere nelle vene, al ritmo incessante di battaglie e visioni...."
"...come incanti ormai dimenticati, magie potenti, Quello aveva riconosciuto il nome suo.
Il vero nome che gli apparteneva. L'aveva chiamato amore e poi passione e poi vita e poi morte.
Elevato al cielo come il più raro degli Dei e tenuto saldamente in terra col bruciore del fuoco freddo degli occhi che mai si sarebbe stancato di osservare, come se li tenesse stretti tra le mani, intanto troppo impegnate ad accarezzare il mondo che stava imparando a possedere..."

Estratti  di "Il mondo in codice AP"
(up,su)
2012.26.08

Continuerò, sai?
Ad amare.

domenica 4 novembre 2012

I saw you

Dove le parole di un altro possono.
Che poi il mio respiro è sempre lì vicino.


When I heAr the engine pAss
I'm kissing you wide
The hissing subsides
I'm in luck
When the evening reAches here
You're tying me up
I'm dying of love
It's okAy.

La prima lettera è sempre l'unica.

domenica 28 ottobre 2012

L'ultima caccia di Kraven ( 1987 )

Uscivi da liquido amniotico anni '80, per poter affondare unghie e denti in una adolescenza 1990-1999.
Riempivi il cuore di underground alternativo, mentre un Tyler Durden qualsiasi tirava pugni a caso e Sarajevo bruciava.
Mentre l'est riempiva il mondo d'angoscia, l'ovest fomentava l'ansia nel cuore di generazioni dimenticate, dai jeans strappati e troppo larghi, con le scarpe grosse e i capelli sempre troppo corti; e nasceva Eminem, a Billy Corgan cadevano troppi capelli, gli anni con le donne da band a capo del mondo.
Una Shirley Manson che ti piace tanto, in un armonico e così perfetto conformismo antisociale, ragazza occhi belli, eh?
Alanis Morissette del tuo cuore, quel fascino cantautoriale che lascia che il cuore di lui scoppi quando vede lei.
Quando, guardandosi attorno, lui seppe che opera così perfetta impiegò ben più di nove mesi per vedere la luce, concepita anni addietro.
Anticipazione di lei, cresciuta oggi, nel 1998 del 2012.

martedì 23 ottobre 2012

Living Colour

Proviamo.
Si, ma cosa?
Una scrittura creativa, deficiente!
E come?
Così.
Così come?
Così, come viene.
E come viene?
Viene così.
Come?

In the morning I'll be with you.

Dallo Skinny Love impronunciabile.

E questo è creativo?
Non propriamente

( Tratto da "Tipici dialoghi", Edizione Mufasa, 1993 )
Il problema è questo, proprio questo.
Non c'è maturazione artistica, solo consapevolezza cosmica.
Metti le cose su un piano completamente diverso, mia cara: il discorso diventa completamente diverso.
Non era lui, proprio no. "E chi?" dirai, "Chi?"
Leggiamola così.
Il di lui cuore batteva, lui respirava, cantava, parlava, leggeva, osservava, mangiava, camminava.
Il cuore di lui batte, lui respira, canta, parla, legge, osserva, mangia,cammina.
E dov'era l'errore?
Perché il motore non s'accendeva?
Perché quel milione di cariche non attizzava? 
Perché quei mille soli che esplodono dentro al suo animo permettevano la morte della più misera delle camelie?

Se un sole non ha niente da riscaldare, muore senza che nessuno conosca il suo ruolo.
Se non esiste scintilla, non c'è dinamite che esploda.

Puoi chiamarli sistemi di riferimento assoluti, ma la loro funzione è nulla se non c'è vita a descrivere le leggi che li regolano.

Sono qui, guardo le stelle, guardo i tuoi occhi. 
Se non fossi qui a farlo, esisterebbero per nulla e non avrebbero ruolo, funzione, scopo, emozioni, colore.
Per parallelismo, dei più banali, se non ci fossi tu esploderebbero stelle, morirebbero pianeti, griderei e nessuno avrebbe mai potuto ascoltarmi.
E per quanto voglia Lui essere scrutatore imperturbabile del Nulla, si perde nella semplicità di un giallo, di un blu, di un verde.
Siamo colorati,eh?
Il colore sei tu, io sono uno stupido pennello. 
Perdona il discorso frammentato, i collegamenti tra frasi sconnesse puoi capirli solo tu.
41 è un numero primo, tra le felici coincidenze.


mercoledì 3 ottobre 2012

A song of Ice and Fire, le Cronache.


Acqua e Fuoco.
Ghiaccio e Lava.
Freddo e Caldo.
Perpetuazione di ossimori.
Perpetuazione di eternità.
Spirale, una spirale crescente, che quando c'è l'avanzamento secondo l'asse z, l'avanzamento è proprio di tutto il sistema grafico.
Spirale, quella dietro la spalla destra,eh?
Spirale, quella degli occhi di lei.
Campi magnetici e spirali.
Campi elettrici e periodi.
Picchi di corrente.
Spasmi d'attrazione.
Neurotrasmissione da Dio, che un qualcosa in più ce l'hai e sta dove nessuno può capire.
Nessuno è proprio il mondo, intero, tutto. Tutto è LEI, niente rocce leggere, ormai.
E se questa vita proprio dev'essere una citazione, che sia [...].
L'interpretazione è solo loro, quella di due amanti.
Quella di due corpi vicini e stesi e soffocanti di paura e terribilmente ansiosi d'amare.
Che loro, stando vicino, si raffreddavano col loro calore.
Ghiaccio e Lava,si.
Ghiaccio e Lava negli occhi di LEI, fumanti d'azzurro calore e glaciale fierezza.
L'acciaio si forma con ghiaccio e lava?
La roccia deriva da lava che si raffredda e grazie all'acqua?
Gridando che.. L'ETERNO SI FORMA QUANDO GHIACCIO E LAVA COESISTONO NEGLI OCCHI DI LEI E, IMPOTENTE, IL MONDO LA OSSERVA MENTRE SOLO LUI PUO' TENERLE LA MANO, IMMENSAMENTE AMANDOLA.

E' una confessione, credimi.




Come to me, just in a dream
Come on and rescue me
Yes I know, I can’t be wrong
And maybe all too have strong

domenica 30 settembre 2012

Chemistry

Oggi potrei essere io.
Oggi potremmo essere noi.
Oggi potremmo essere l'agognata fusione nucleare.
Oggi potremmo essere la pioggia che cade e si posa sulla terra, nuda.
Oggi potremmo essere l'amore, la passione, la folgore, la dirompente sillaba dopo il silenzio assoluto.
Oggi potremmo essere l'eco delle nostre anime che si diffonde perfino nel vuoto dell'Iperspazio.
Oggi potremmo essere tutto, il Nulla, in un ossimoro di abnegazione ed eternità e finitezza.
Ma...


...Oggi sei tu.
Oggi sei la meraviglia, lo stupore, lo splendore, la grandezza.
Oggi sei la carne, la pelle candida, gli occhi come il mare.
Oggi sei l'elettricità, sei la forza magnetica, sei l'attrazione gravitazionale.
Oggi sei tu nella tua forma più pura e limpida, che scusa se guardandoti corrompo la tua eternità.
Oggi sei il fato, la storia, il sogno, la morte, oggi sei i Sette Eterni.
Oggi sei semplicemente la mia dolce compagna.
Il futuro che non ha più cazzo di distinzioni tra passato e presente. In un flusso continuo, ti inserisci come solo musica e magia possono fare.
Dove solo una Musa può, eufemisticamente chiamata tale, sei Dea dell'Universo.

Per sempre tuo,
P.

sabato 29 settembre 2012

Going out of my mind

Le candide distese del mondo si fondono in un richiamo enzimatico.
Solo tramite la percezione dei colori sei in grado di provocare quell'apocalisse atomica.
Nel grigiore dei grattacieli, nei fumi cittadini, nei cancerosi percorsi tumultuosi della natura artificiosa,
il mondo si colora di te.
Hai mai visto la Terra da lontano?
Quell'ammasso azzurro e bianco delle foto satellitari?
Hai mai visto come i tuoi occhi richiamassero quella realtà vitale?
Come?
...sussurrandoti...come?
Il richiamo universale di vita si fonde nei colori della tua anima.
L'irripetibile evento scatenante prende vita nei colori immortali e nitidi e limpidi e meravigliosi e splendidi e fottutamente enumeranti di te.
E non è forse nell'ardore del magma che il castano si fonde con l'azzurro?
E da quattro elementi nasce la vita.
Terra e acqua e fuoco e vento.
Terra e acqua e sole e freddo.
Terra e acqua.

Più rara di un quark e imprevedibile al di là dei sogni di Heisenberg.

Si spezza il filo del Caos, inerme e minuscolo. di fronte alla potenza della Vita.
Ancora una volta, sconfitti, cantiamo insieme nella Vittoria.
Destinati a quello che saremo tra 1000 e più anni, ti amo in quello che siamo, nella vita che sentiamo bruciare dentro.

Eco.Eco.Eco.

domenica 23 settembre 2012

A., celentano a.

Ti chiedi davvero davvero davvero quale possa essere il ricordo più antico che hai riguardo un brano significativo?

Ci sono stati momenti in cui non importava cosa stesse accadendo attorno:
quante torri gemelle stessero crollando, quanti presidenti stessero morendo, quanti cardinali stessero benedicendo.
La santità era molteplice, ma solamente duplice.
Duplice, come due.
Duplice, come noi.
La mistificazione si aggirava tra 8 mura, 4 per 2.
Quattro mura che facevano una stanza, 8 che ne facevano due, a distanza.
Tutt'altro che siderale, poi.
Tutt'altro.
E le coincidenze? Tornano perché hai pagato sufficientemente il guado del fiume; semplicemente, ora ti ritrovi dall'altra parte.
Il torrente che scorre così rapido.
Ruvido.
Rugoso.
Restio.
Ritorna.
Ritorna.
Non ti tocca. Non ti tocca lui, non riesce.
Sei il nascondiglio dalla morte, il mio mantello dell'invisibilità, la mia elder wand (?).
L'unico anello che indosserai, senza Mordor ad aspettarci.
La canzone felice della mia infanzia, un vecchio ricordo comune di quando si rimaneva a casa, svegli presto, di domenica mattina, seduti su un bancone in muratura, mangiando la kinder pinguì ancora con l'accappatoio addosso.
Ti ricordi di come, 15 anni fa, il sole entrasse dalle finestre e, incidendo sulla parte bassa delle finestre, ci illuminava il viso e non le gambe?
Ti ricordi di quando c'era la spensieratezza dell'incomprensione?
Ti ricordi di quando esistevamo a distanza?
Ti ricordi della gioventù non nostra? Il soffio vitale che coglieva di più tutti, tutti, quando nessuno era vittima della propria storia.
E il Natale? Il Natale interminabile e l'ansia dei regali? E le spese? E il cibo? E uno o due nanetti che si aggiravano in case diverse alla ricerca di giochi ormai perduti.
Rievocazione, solo se ci sei.

Ci sarò per sempre, nei tuoi occhi, ovunque.




sabato 22 settembre 2012

(A)^2

"Buona sera, spettatori del Vaudeville, vi annuncio la vivisessione virulenta virale autenticamente viva..."

No, cazzo, effetto V per Vendetta zero.
Serio, dai.
Le parole sono significative, ma non sono tutto.
L'incomunicabilità è certamente un guaio, ma lo è di più l'incapacità di esprimersi, tramite limitazione del proprio vocabolario.
Ma...
SE una persona è molto così tanto esageratamente wohooo importante...le parole finiscono prima di finire.
Termina la loro valenza, quando i gesti valgono il  valore delle parole stesse in forma esponenziale.
Credo fermamente, solo e solamente, nella sicurezza della mia voce, nell'infinità di una carezza, lo sfioramento della mia fottutissima stramaledetta nervosissima vicinanza.

"E che si noti il mio torno vagamente ironico, signori spettatori, voi che osservate il mondo dal vostro fottuto televisore sul vostro fottuto divano coi piedi sul vostro fottuto tappeto and your fuckin' cunt dafaq god!"

Manco l'effetto Trainspotting in crasi con un monologo di Norton può funzionare.
Laddove nemmeno l'arte può.
Laddove il tuo afflato non arriva.
Laddove non serve a un cazzo la tua propensione letteraria.

Oggi sono io, e ti servono le mie parole.
Smisurata preghiera pre-autunnale affinché il mio giuramento di esserci SEMPRE sia valido.
E con esso, la fede nell'eredità che posseggo e che supporto.

Veni veniversum vivus vici.
Per mezzo della verità, vivendo, ho conquistato il mondo.

Insegnami ad essere uomo in ogni forma di buio più pesto.


venerdì 31 agosto 2012

Pilota Automatico

ciao, bellammerda.
ciao a te, olandese.
un attimo di perdizione, ma si.
un attimo di poca collaborazione con se stessi, il bivio è vicino:
bistur..ehm...passami quei due mattoni e la cazzuola, orsù!
per fravicatori aulici, s'intende.

a-s-p-e-t-t-a.

C-O-G-L-I-O-N-E


idiosincraticamente ripetitive.
eco.
eco.
eco.
umb..eco.
eco.



A hero can be anyone. Even a man doing something as simple and reassuring as putting a coat around a young boy's shoulders, to let him know the world hadn't ended

domenica 12 agosto 2012

Re dei re

Magari due o tre anni fa non era tutto così. Magari due o tre anni fa partivi quando partivano tutti e ritornavi quando tornavano tutti.Magari succedeva tutto fino a due o tre anni fa e per i tutti i 10 anni precedenti. Per 15 anni di vita d'uomo le cose rimangono sempre uguali: parti coi tuoi, saluti tutti gli altri prima di farlo, torni abbronzato e meno rilassato di quando sei partito manco fossi andato proprio nella Fame, in Africa, e sei contento. Contento di vivere una vita normale come tutti i tuoi coetanei, contento dei braccialetti comprati tra la sabbia, affascinato dai souvenir che potresti portare. Dagli ultimi anni '90, con il tv 22 pollici affianco a te, sul sedile posteriore, fino all'ipod ampiamente post 2000, con giusto l'essenziale, un po' di valigie e la voglia di tornare al più presto, che c'hai da fa' nel bel paese tuo.
Poi si cambia, né meglio  né peggio, apaticamente si cambia.
Dalla finestra del cesso, mentre ti sforzi per farti uscire il frutto dei tuoi desideri, la strada pare vuota e stai qua; non ti dispiace mica, una cazzo di città deserta è il sogno di chi vuole fare 100 all'ora in una strada piena di buche, fossi quanto le Marianne.
Quando desideravi tanto vedere il nero o il bianco e poi ti accontenti del grigio, che poi nemmeno quello è più necessario.
Ché se chiudi gli occhi, è abbastanza quello che hai, la regolarità da cesso perfetta.
Il tuo trono è la tazza, dove tutti gli stitici vorrebbero essere e tutti gli sciordati odiano.
Ci stai così, normalmente (in medio stat virtus), che la cacca è la cosa più bella della giornata, rassicurante, rilassante, ampia, profonda, da 10, con scavicchiamento, tapioco. A destra.



giovedì 9 agosto 2012

Tutto il resto è gioia, no, non ho detto noia.

<<Che ce l'hai presente quando vuoi scrivere ma 'un ti viene un cazzo?>>
<<No, non fumo,scusa>>
Grazie a te che ci sei sempre,  mai.
Grazie per le tue parole inopportune nel momento più inopportuno.
Grazie.

Decisamente mattinata mediocre, sveglia tardi, casino dalle altre stanze, mal di testa di cazzo.
Ti alzi dal divano tutto un po' così, spezzato in due a livello lombare a.k.a. Batman in Knightfall, e incontri il verde acceso dei cuscini ordinatamente sbattuti a terra, che del resto questa proprio non è una estate così proprio proprio classica.
E se hai già salutato l'effetto euforia pre e post partenza già da 10 giorni, sono comunque ben dieci giorni che non combini una mazza.
Ma niente! Niente! Hai pagato qualche tassa, bravo, bravo, hai impegnato ben 30  su  14400 fottuti, fottutissimi, rottinculo minuti.
Scudisciate per me, tante, che non arriveranno mai.
Ci sono due Sin City che ti salutano da lontano, Devil che ti fa ciao dal suo bell'omnibus e Game of Thrones si nasconde in reconditi e oscuri luoghi del tuo immenso castello del paleolitico tecnologico, che è un modo come un altro per dire casa , come tutte le altre,ecco,si...
E vogliamo parlare del simpatico oculista finocchio?! Non risponde, se ne va in ferie, medico di sta minchia.
<<Ma si, è oggettivo proprio, guarda.
Non è che sei tu, so' gli altri. Loro non si fanno trovare, mica tu li puoi cercare. I libri, i test, le passeggiate col cane, il medico! Proprio non c'hai colpe, figlio mio. Stai sempre a casa tua, seduto sulla bella poltrona scomoda, che pretende 'sta gente? Che pretendono 'sti libri? Andassero a cercarsi un lavoro, negri!
Poi come se non bastasse in questo fottìò d'Italia non c'è KFC, te vojono popooo maleee!
No che non le hai perse le redini della tua vita, va tutto a gonfie vele! Figlio mio, fede in Dio e si va sempre avanti.>>

Maaaa BAFFANCULO. A voi, si, un po'.

venerdì 3 agosto 2012

E no, c'è la manetta!

Pensa al fine ultimo, pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo,   pensa al fine ultimo.

Vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo.

Testa di cazzo, testa di cazzo, testa di cazzo, testa di cazzo, testa di cazzo, testa di cazzo, testa di cazzo, testa di cazzo, testa di cazzo, testa di cazzo.

Per il prossimo spettacolo si prega di attendere l'eternità.



"I move from dreamer to dreamer, from dream to dream, hunting for what I need. Slipping and sliding and flickering through dreams; and the dreamers will wake and wonder why this dream seemed different, wonder how real their lives can truly be..."

giovedì 12 luglio 2012

Hey, pellegrino

Ed era divertente pensare a quale grande significato avesse quella lettera nella tua vita.
L'ambivalenza di senso ignota al mondo meno che te.
No, non era divertente, era fottutamente magnifico: cristo.
Quando, poi, un'idea assume una forma concreta nella tua ansia di psicanalizzarti, beh, non c'è che dire; è palese, proprio evidente: s'evince ( bei sinonimi della cippa lippa ) che 'un ce la si fa.
Non si può perché non vuoi, ma anche perché non puoi e perché non è giusto.
I tappeti stanno al pavimento come te stai sopra i tappeti e no, non sei uno di loro, non hai nemmeno il pelo.
Gli stupidi stanno al mondo come tu stai a dio e no, non sei uno stupido.
Io sto a te come Gesù alla Maddalena, ufficialmente c'è qualcosa di santo che ci ostacola, e sono io.
Io sto a lei come Dio alla Madonna, dogmatico.
Io sto al mondo come Cr....'sto cazzo, sto al mondo perché frutto di un'ardua scopata, altroché.
Tu stai al mondo come lei, per un volgare sbattimento.
E se siamo sbattimenti, scopate ardue, nascite virginee, chi cazzo sei tu?
                                                                                         John Wayne.

giovedì 21 giugno 2012

Sulla corsa veloce in pantaloni verdi, anche se non erano quelli.


Che poi il potere evocativo è talmente forte da spronare la discesa delle lacrime, a sangue. La memoria delle cose che ti spinge ad aprirti verso l'odore di un cappello, 1998.
Polvere, pezzetti ruvidi, marrone scuro e plastica rossa, 1998, sempre.
E poi 2000, il 2000 dei 220 a tachimetro.
Ossessione, anni 2000 e ancora oggi, 2012.
Cedro fetente, marcio, da bagnoschiuma buono, ma finto buono, 2005.
A forma di zippo, bel profumo, 2007, 2008.
E la derivata uguale a 0 è il sapore della tua carne.
Con la vaniglia. Un gennaio freddo, dalla felpa double fas blu e bluunpopiuchiaro.
Vaniglia, ancora. Shampoo, non sai quale, ma lo stesso, sempre.
L'odore sul cuscino, non il tuo, ma di padre in figlio. E, speri, in figlio.
Il pane, addosso ad una bambina che suda, un bambino che sudava. Il pane delle molliche ai piccioni, i piccioni, la piazza, una sera nel bagno a pensare al titolo di un tema, che ti piaceva mettere i titoli, beh.
Il primo odore di libro, che nemmeno sai quale e non è importante.
Due paia di occhiali. Tex. Diabolik. Chi cazzo erano? Bei disegni del cazzo in bianco e nero.
Due paia di occhiali e l'odore di un frigo.
Niente occhiali e una finestra aperta. Uva a terra, masticata, non lo sai mica. L'odore del bianco della cucina e del televisore, il nastro isolante che ti attacca le dita, il rosso che non funziona bene e il 6 che non si vede.
Pizza, tagliata male, mangiata peggio.
Bicicletta, piante, il primo déjà vu, con la voce rauca e le sedie di plastica.
Divano verde, dondoli.
Non ci sono ragioni.
Dondoli.
Dondoli.
Dondoli.

mercoledì 13 giugno 2012

Fan-tozzi

Se le tue paranoie ti fanno pensare che la nuvola di Fantozzi proprio ti segua, c'è qualcosa che non va nelle tue paranoie.

Polpette!
Che non piovono, certo, ma vorresti che qualcuno te le lanciasse in testa, quelle con la densità della pietra, fatte a mano dalla nonna <3


                                             




giovedì 17 maggio 2012

Intorno al 17 maggio e altro

Spirale, linguaccia, l'essenza del feticcio, il totem che ti ancora all'oggi.
Già, perché oggi è così: il tuffo nel dimenticatoio, quando una spirale significava tanto, che manco pensavi di poterla avere sulla pelle, come le vacche e il loro ranch.
Quando ogni numero ha un significato nel quadro ignoto del destino, come a dire che il tuo 32000+405000 va inanellato nella tua catena quantica ed eventuale, simpaticamente inesistente.
Quando un orologiaio non c'è, il tuo orologio si è rotto e il tic tac proprio non ti serve.
Quando biologia è un piacere e Moore è orgasmico.
Quando intendevi questo, tanto tempo fa, e ora ce l'hai.
Salutatemi Dio, lo aspetto per la nostra partita a solitario. Oggi c'è un Dottor Manhattan in città.

venerdì 4 maggio 2012

L'orlo della fondazione

E vai, giusto un attimino, a qualche anno fa, ma giusto pochi, tant'è la mocciosità che ti assilla ancora. Tutto sta a rimarcare un certo malessere che proprio non ti ricordi, quell'ansia adolescenziale che manco dio se ne scansa nessuna.
E se proprio dovessi fare una ricerca di quel cazzuto Padreterno, con lo scopo di raccontargliene quattro, sicuramente non vorresti cominciare dall'Africa o da quanto siano ciccioni in America.
Il numero UNO è il principio, la fine, il tuo personalissimo inizio, la tua personale ossessione: l'unicità di queste cazzo di emozioni, il potersi sentire bene grazie alla singola fottuta unità. E stai là, a due passi e mezzo, forse tre, dalla felicità, a bocca aperta, con l'esultanza pronta, come se Milito avesse già segnato...ti cade il tetto sulla cazzo di testa, quasi a dire "final destination è arrivato tra noi".
Quella cosa che vuoi o non vuoi, sarà così.
Che "se non ti incontrerò mai più in questa vita, che io possa sentire almeno la tua mancanza", senza discutere di quanto sia figherrimo Terrence Malick modalità poetry.


giovedì 26 aprile 2012

Vendicatori uniti

V di vittoria, V di vendetta, V di vendicatori, uniti, per l'appunto.
Niente scrittura interrotta. Niente Verdena, Burroughs, Keourac. Niente.
Il niente assoluto che ti riempie il cuore, l'inefficacia della tua gittata, a fare nel culo la diastole ventricolare.
Solo i Vendicatori uniti, la luce della tua giornata più buia, che manco Lanterna Verde può.
E il resto? Quello, ormai, nemmeno più nei minimarket. E' un ritorno, ma non c'è nessun cavaliere oscuro.

martedì 17 aprile 2012

But you didn't have to cut me off

Un pezzo di pizza da schifo, con l'aglio che non sa proprio di buono e quel pomodoro premuto a forza nell'olio;
un cucciolo triste perché anche oggi piove;
una serata di merda, perché domani sveglia alle 7,30 proprio due palle;
una stitichezza assurda che ci si mette anche il Real del buon Josè;
l'ansia da Sandman,  volume numero 3.

E un cazzo di argomento serio manco a chiederlo a Santoro, che ormai nelle puttanate ci sguazza.
Un motivo per continuare a sorridere, ovvero l'esistenza di un personaggio decente, che  almeno non ti pompa nelle casse:
NO, non è Beppe Grillo.


Del rompimento di cojones e d'altri demoni

Sarà 'sto clima di merda, una settimana di pioggia che un altro po' ti sale su fino alla gola;
il tv muto, il battito delle lettere di una tastiera molto poco ergonomica, e poi via al tic tac in stile Uncino, che il coccodrillo è qua vicino: sarebbe gradito di meglio. Perché, poi, c'hai l'ansia da prestazione, perdi la tua verginità da blogger finto figo e ti aspetti l'articolo del secolo,  a dire "eccomi qua, chiamatemi Hernest", ma di Hemingway nemmeno la barba.
E a parlare di Neil Gaiman? Frank Miller? Nolan? Macchè.
Pessimo approccio, peggio che con le ragazze, ché sei fidanzato ma solo per gran quantità di culo e quel tocco di elegantia che non c'è.
E se quel bagliore laggiù è la tua speranza di riuscita, tipo " sono un adolescente che quasi adolescente non lo è più, quanta ipocrisia c'è nel mondo, voglio l'anarchia in Padania" scatta che il voltastomaco te lo crei da solo, ormai, senza nemmeno l'uso dello specchio, col dubbio che i crocchè congelati abbiano fatto la loro parte, sempre siano odiati.
E in una scala di valori da 0 a "Selvaggia Lucarelli è la massima ambizione in fatto di blogger", tu ti senti proprio tanto Pippo Franco, quello dei tempi peggiori, ovviamente ( sentiti ringraziamenti a docmanhattan).
Ironia manco a guardarla in faccia, cinismo manco a chiederlo in ginocchio, e quello che va di moda se n'è andato proprio proprio a poohttane; Gregory House nemmeno ti guarda e Mourinho ti sputa addosso,decisamente una brutta fine se sei un medico interista: non ti resta che, proprio lui, PANARIELLO.
Ma si, sono solo impressioni di settembre, quello che verrà, di fuego. E siamo ad aprile, fottuto aprile.

<<eeeeeeeeeeeeeh!>>