domenica 30 settembre 2012

Chemistry

Oggi potrei essere io.
Oggi potremmo essere noi.
Oggi potremmo essere l'agognata fusione nucleare.
Oggi potremmo essere la pioggia che cade e si posa sulla terra, nuda.
Oggi potremmo essere l'amore, la passione, la folgore, la dirompente sillaba dopo il silenzio assoluto.
Oggi potremmo essere l'eco delle nostre anime che si diffonde perfino nel vuoto dell'Iperspazio.
Oggi potremmo essere tutto, il Nulla, in un ossimoro di abnegazione ed eternità e finitezza.
Ma...


...Oggi sei tu.
Oggi sei la meraviglia, lo stupore, lo splendore, la grandezza.
Oggi sei la carne, la pelle candida, gli occhi come il mare.
Oggi sei l'elettricità, sei la forza magnetica, sei l'attrazione gravitazionale.
Oggi sei tu nella tua forma più pura e limpida, che scusa se guardandoti corrompo la tua eternità.
Oggi sei il fato, la storia, il sogno, la morte, oggi sei i Sette Eterni.
Oggi sei semplicemente la mia dolce compagna.
Il futuro che non ha più cazzo di distinzioni tra passato e presente. In un flusso continuo, ti inserisci come solo musica e magia possono fare.
Dove solo una Musa può, eufemisticamente chiamata tale, sei Dea dell'Universo.

Per sempre tuo,
P.

sabato 29 settembre 2012

Going out of my mind

Le candide distese del mondo si fondono in un richiamo enzimatico.
Solo tramite la percezione dei colori sei in grado di provocare quell'apocalisse atomica.
Nel grigiore dei grattacieli, nei fumi cittadini, nei cancerosi percorsi tumultuosi della natura artificiosa,
il mondo si colora di te.
Hai mai visto la Terra da lontano?
Quell'ammasso azzurro e bianco delle foto satellitari?
Hai mai visto come i tuoi occhi richiamassero quella realtà vitale?
Come?
...sussurrandoti...come?
Il richiamo universale di vita si fonde nei colori della tua anima.
L'irripetibile evento scatenante prende vita nei colori immortali e nitidi e limpidi e meravigliosi e splendidi e fottutamente enumeranti di te.
E non è forse nell'ardore del magma che il castano si fonde con l'azzurro?
E da quattro elementi nasce la vita.
Terra e acqua e fuoco e vento.
Terra e acqua e sole e freddo.
Terra e acqua.

Più rara di un quark e imprevedibile al di là dei sogni di Heisenberg.

Si spezza il filo del Caos, inerme e minuscolo. di fronte alla potenza della Vita.
Ancora una volta, sconfitti, cantiamo insieme nella Vittoria.
Destinati a quello che saremo tra 1000 e più anni, ti amo in quello che siamo, nella vita che sentiamo bruciare dentro.

Eco.Eco.Eco.

domenica 23 settembre 2012

A., celentano a.

Ti chiedi davvero davvero davvero quale possa essere il ricordo più antico che hai riguardo un brano significativo?

Ci sono stati momenti in cui non importava cosa stesse accadendo attorno:
quante torri gemelle stessero crollando, quanti presidenti stessero morendo, quanti cardinali stessero benedicendo.
La santità era molteplice, ma solamente duplice.
Duplice, come due.
Duplice, come noi.
La mistificazione si aggirava tra 8 mura, 4 per 2.
Quattro mura che facevano una stanza, 8 che ne facevano due, a distanza.
Tutt'altro che siderale, poi.
Tutt'altro.
E le coincidenze? Tornano perché hai pagato sufficientemente il guado del fiume; semplicemente, ora ti ritrovi dall'altra parte.
Il torrente che scorre così rapido.
Ruvido.
Rugoso.
Restio.
Ritorna.
Ritorna.
Non ti tocca. Non ti tocca lui, non riesce.
Sei il nascondiglio dalla morte, il mio mantello dell'invisibilità, la mia elder wand (?).
L'unico anello che indosserai, senza Mordor ad aspettarci.
La canzone felice della mia infanzia, un vecchio ricordo comune di quando si rimaneva a casa, svegli presto, di domenica mattina, seduti su un bancone in muratura, mangiando la kinder pinguì ancora con l'accappatoio addosso.
Ti ricordi di come, 15 anni fa, il sole entrasse dalle finestre e, incidendo sulla parte bassa delle finestre, ci illuminava il viso e non le gambe?
Ti ricordi di quando c'era la spensieratezza dell'incomprensione?
Ti ricordi di quando esistevamo a distanza?
Ti ricordi della gioventù non nostra? Il soffio vitale che coglieva di più tutti, tutti, quando nessuno era vittima della propria storia.
E il Natale? Il Natale interminabile e l'ansia dei regali? E le spese? E il cibo? E uno o due nanetti che si aggiravano in case diverse alla ricerca di giochi ormai perduti.
Rievocazione, solo se ci sei.

Ci sarò per sempre, nei tuoi occhi, ovunque.




sabato 22 settembre 2012

(A)^2

"Buona sera, spettatori del Vaudeville, vi annuncio la vivisessione virulenta virale autenticamente viva..."

No, cazzo, effetto V per Vendetta zero.
Serio, dai.
Le parole sono significative, ma non sono tutto.
L'incomunicabilità è certamente un guaio, ma lo è di più l'incapacità di esprimersi, tramite limitazione del proprio vocabolario.
Ma...
SE una persona è molto così tanto esageratamente wohooo importante...le parole finiscono prima di finire.
Termina la loro valenza, quando i gesti valgono il  valore delle parole stesse in forma esponenziale.
Credo fermamente, solo e solamente, nella sicurezza della mia voce, nell'infinità di una carezza, lo sfioramento della mia fottutissima stramaledetta nervosissima vicinanza.

"E che si noti il mio torno vagamente ironico, signori spettatori, voi che osservate il mondo dal vostro fottuto televisore sul vostro fottuto divano coi piedi sul vostro fottuto tappeto and your fuckin' cunt dafaq god!"

Manco l'effetto Trainspotting in crasi con un monologo di Norton può funzionare.
Laddove nemmeno l'arte può.
Laddove il tuo afflato non arriva.
Laddove non serve a un cazzo la tua propensione letteraria.

Oggi sono io, e ti servono le mie parole.
Smisurata preghiera pre-autunnale affinché il mio giuramento di esserci SEMPRE sia valido.
E con esso, la fede nell'eredità che posseggo e che supporto.

Veni veniversum vivus vici.
Per mezzo della verità, vivendo, ho conquistato il mondo.

Insegnami ad essere uomo in ogni forma di buio più pesto.