Essere così, così come sei, ha sapore metamorfico: sarai acqua, acqua che disseta, che lava via.
E se troppa acqua mi facesse affogare? Sei una simpatica ciambella che mi tiene a galla, ché negli oggetti comuni c'è un sapore deciso e fantastico di un prato, "la mano che mi salva" è ormai un harmony.
E se la ciambella fosse troppo stretta? Sei la liposuzione decisa che mi tiene dentro.
E se la liposuzione otturasse tutti i miei pori? Saresti gli infiniti aghi di infinitesimale grandezza.
E se gli aghi entrassero troppo a fondo? Sei il mio cervello in shock, vivo, fibrillante, l'ossigeno stimolante.
Il sapore dolce di una catena insatura, una dolcissima merendina, un dolce tipicamente domenicale.
E se fosse aterosclerosi? Saresti un'angioplastica decisiva.
La freschezza semplice, raramente comune, blu, gialla, di un idrogeno. Quello che porto addosso. Lato destro. E tu sei dentro.
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