giovedì 6 dicembre 2012

Nel blu, dipinto di blu, col giallo, grazie.

Perché, se ci pensi, la staticità sgretola l'essenza.
Essere così, così come sei, ha sapore metamorfico: sarai acqua, acqua che disseta, che lava via. 
E se troppa acqua mi facesse affogare? Sei una simpatica ciambella che mi tiene a galla, ché negli oggetti comuni c'è un sapore deciso e fantastico di un prato,  "la mano che mi salva" è ormai un harmony.
E se la ciambella fosse troppo stretta? Sei la liposuzione decisa che mi tiene dentro.
E se la liposuzione otturasse tutti i miei pori? Saresti gli infiniti aghi di infinitesimale grandezza.
E se gli aghi entrassero troppo a fondo? Sei il mio cervello in shock, vivo, fibrillante, l'ossigeno stimolante.
Il sapore dolce di una catena insatura, una dolcissima merendina, un dolce tipicamente domenicale.
E se fosse aterosclerosi? Saresti un'angioplastica decisiva.
La freschezza semplice, raramente comune, blu, gialla, di un idrogeno. Quello che porto addosso. Lato destro. E tu sei dentro.

Nessun commento:

Posta un commento