Uscivi da liquido amniotico anni '80, per poter affondare unghie e denti in una adolescenza 1990-1999.
Riempivi il cuore di underground alternativo, mentre un Tyler Durden qualsiasi tirava pugni a caso e Sarajevo bruciava.
Mentre l'est riempiva il mondo d'angoscia, l'ovest fomentava l'ansia nel cuore di generazioni dimenticate, dai jeans strappati e troppo larghi, con le scarpe grosse e i capelli sempre troppo corti; e nasceva Eminem, a Billy Corgan cadevano troppi capelli, gli anni con le donne da band a capo del mondo.
Una Shirley Manson che ti piace tanto, in un armonico e così perfetto conformismo antisociale, ragazza occhi belli, eh?
Alanis Morissette del tuo cuore, quel fascino cantautoriale che lascia che il cuore di lui scoppi quando vede lei.
Quando, guardandosi attorno, lui seppe che opera così perfetta impiegò ben più di nove mesi per vedere la luce, concepita anni addietro.
Anticipazione di lei, cresciuta oggi, nel 1998 del 2012.
domenica 28 ottobre 2012
mercoledì 24 ottobre 2012
martedì 23 ottobre 2012
Living Colour
Proviamo.
Si, ma cosa?
Una scrittura creativa, deficiente!
E come?
Così.
Così come?
Così, come viene.
E come viene?
Viene così.
Come?
In the morning I'll be with you.
Dallo Skinny Love impronunciabile.
E questo è creativo?
Non propriamente
( Tratto da "Tipici dialoghi", Edizione Mufasa, 1993 )
Il problema è questo, proprio questo.
Non c'è maturazione artistica, solo consapevolezza cosmica.
Metti le cose su un piano completamente diverso, mia cara: il discorso diventa completamente diverso.
Non era lui, proprio no. "E chi?" dirai, "Chi?"
Leggiamola così.
Il di lui cuore batteva, lui respirava, cantava, parlava, leggeva, osservava, mangiava, camminava.
Il cuore di lui batte, lui respira, canta, parla, legge, osserva, mangia,cammina.
E dov'era l'errore?
Perché il motore non s'accendeva?
Perché quel milione di cariche non attizzava?
Perché quei mille soli che esplodono dentro al suo animo permettevano la morte della più misera delle camelie?
Se un sole non ha niente da riscaldare, muore senza che nessuno conosca il suo ruolo.
Se non esiste scintilla, non c'è dinamite che esploda.
Puoi chiamarli sistemi di riferimento assoluti, ma la loro funzione è nulla se non c'è vita a descrivere le leggi che li regolano.
Sono qui, guardo le stelle, guardo i tuoi occhi.
Se non fossi qui a farlo, esisterebbero per nulla e non avrebbero ruolo, funzione, scopo, emozioni, colore.
Per parallelismo, dei più banali, se non ci fossi tu esploderebbero stelle, morirebbero pianeti, griderei e nessuno avrebbe mai potuto ascoltarmi.
E per quanto voglia Lui essere scrutatore imperturbabile del Nulla, si perde nella semplicità di un giallo, di un blu, di un verde.
Siamo colorati,eh?
Il colore sei tu, io sono uno stupido pennello.
Perdona il discorso frammentato, i collegamenti tra frasi sconnesse puoi capirli solo tu.
41 è un numero primo, tra le felici coincidenze.
mercoledì 3 ottobre 2012
A song of Ice and Fire, le Cronache.
Acqua e Fuoco.
Ghiaccio e Lava.
Freddo e Caldo.
Perpetuazione di ossimori.
Perpetuazione di eternità.
Spirale, una spirale crescente, che quando c'è l'avanzamento secondo l'asse z, l'avanzamento è proprio di tutto il sistema grafico.
Spirale, quella dietro la spalla destra,eh?
Spirale, quella degli occhi di lei.
Campi magnetici e spirali.
Campi elettrici e periodi.
Picchi di corrente.
Spasmi d'attrazione.
Neurotrasmissione da Dio, che un qualcosa in più ce l'hai e sta dove nessuno può capire.
Nessuno è proprio il mondo, intero, tutto. Tutto è LEI, niente rocce leggere, ormai.
E se questa vita proprio dev'essere una citazione, che sia [...].
L'interpretazione è solo loro, quella di due amanti.
Quella di due corpi vicini e stesi e soffocanti di paura e terribilmente ansiosi d'amare.
Che loro, stando vicino, si raffreddavano col loro calore.
Ghiaccio e Lava,si.
Ghiaccio e Lava negli occhi di LEI, fumanti d'azzurro calore e glaciale fierezza.
L'acciaio si forma con ghiaccio e lava?
La roccia deriva da lava che si raffredda e grazie all'acqua?
Gridando che.. L'ETERNO SI FORMA QUANDO GHIACCIO E LAVA COESISTONO NEGLI OCCHI DI LEI E, IMPOTENTE, IL MONDO LA OSSERVA MENTRE SOLO LUI PUO' TENERLE LA MANO, IMMENSAMENTE AMANDOLA.
E' una confessione, credimi.
Come to me, just in a dream
Come on and rescue me
Yes I know, I can’t be wrong
And maybe all too have strong
domenica 30 settembre 2012
Chemistry
Oggi potrei essere io.
Oggi potremmo essere noi.
Oggi potremmo essere l'agognata fusione nucleare.
Oggi potremmo essere la pioggia che cade e si posa sulla terra, nuda.
Oggi potremmo essere l'amore, la passione, la folgore, la dirompente sillaba dopo il silenzio assoluto.
Oggi potremmo essere l'eco delle nostre anime che si diffonde perfino nel vuoto dell'Iperspazio.
Oggi potremmo essere tutto, il Nulla, in un ossimoro di abnegazione ed eternità e finitezza.
Ma...
...Oggi sei tu.
Oggi sei la meraviglia, lo stupore, lo splendore, la grandezza.
Oggi sei la carne, la pelle candida, gli occhi come il mare.
Oggi sei l'elettricità, sei la forza magnetica, sei l'attrazione gravitazionale.
Oggi sei tu nella tua forma più pura e limpida, che scusa se guardandoti corrompo la tua eternità.
Oggi sei il fato, la storia, il sogno, la morte, oggi sei i Sette Eterni.
Oggi sei semplicemente la mia dolce compagna.
Il futuro che non ha più cazzo di distinzioni tra passato e presente. In un flusso continuo, ti inserisci come solo musica e magia possono fare.
Dove solo una Musa può, eufemisticamente chiamata tale, sei Dea dell'Universo.
Oggi potremmo essere noi.
Oggi potremmo essere l'agognata fusione nucleare.
Oggi potremmo essere la pioggia che cade e si posa sulla terra, nuda.
Oggi potremmo essere l'amore, la passione, la folgore, la dirompente sillaba dopo il silenzio assoluto.
Oggi potremmo essere l'eco delle nostre anime che si diffonde perfino nel vuoto dell'Iperspazio.
Oggi potremmo essere tutto, il Nulla, in un ossimoro di abnegazione ed eternità e finitezza.
Ma...
...Oggi sei tu.
Oggi sei la meraviglia, lo stupore, lo splendore, la grandezza.
Oggi sei la carne, la pelle candida, gli occhi come il mare.
Oggi sei l'elettricità, sei la forza magnetica, sei l'attrazione gravitazionale.
Oggi sei tu nella tua forma più pura e limpida, che scusa se guardandoti corrompo la tua eternità.
Oggi sei il fato, la storia, il sogno, la morte, oggi sei i Sette Eterni.
Oggi sei semplicemente la mia dolce compagna.
Il futuro che non ha più cazzo di distinzioni tra passato e presente. In un flusso continuo, ti inserisci come solo musica e magia possono fare.
Dove solo una Musa può, eufemisticamente chiamata tale, sei Dea dell'Universo.
Per sempre tuo,
P.
sabato 29 settembre 2012
Going out of my mind
Le candide distese del mondo si fondono in un richiamo enzimatico.
Solo tramite la percezione dei colori sei in grado di provocare quell'apocalisse atomica.
Nel grigiore dei grattacieli, nei fumi cittadini, nei cancerosi percorsi tumultuosi della natura artificiosa,
il mondo si colora di te.
Hai mai visto la Terra da lontano?
Quell'ammasso azzurro e bianco delle foto satellitari?
Hai mai visto come i tuoi occhi richiamassero quella realtà vitale?
Come?
...sussurrandoti...come?
Il richiamo universale di vita si fonde nei colori della tua anima.
L'irripetibile evento scatenante prende vita nei colori immortali e nitidi e limpidi e meravigliosi e splendidi e fottutamente enumeranti di te.
E non è forse nell'ardore del magma che il castano si fonde con l'azzurro?
E da quattro elementi nasce la vita.
Terra e acqua e fuoco e vento.
Terra e acqua e sole e freddo.
Terra e acqua.
Più rara di un quark e imprevedibile al di là dei sogni di Heisenberg.
Si spezza il filo del Caos, inerme e minuscolo. di fronte alla potenza della Vita.
Ancora una volta, sconfitti, cantiamo insieme nella Vittoria.
Destinati a quello che saremo tra 1000 e più anni, ti amo in quello che siamo, nella vita che sentiamo bruciare dentro.
Eco.Eco.Eco.
Solo tramite la percezione dei colori sei in grado di provocare quell'apocalisse atomica.
Nel grigiore dei grattacieli, nei fumi cittadini, nei cancerosi percorsi tumultuosi della natura artificiosa,
il mondo si colora di te.
Hai mai visto la Terra da lontano?
Quell'ammasso azzurro e bianco delle foto satellitari?
Hai mai visto come i tuoi occhi richiamassero quella realtà vitale?
Come?
...sussurrandoti...come?
Il richiamo universale di vita si fonde nei colori della tua anima.
L'irripetibile evento scatenante prende vita nei colori immortali e nitidi e limpidi e meravigliosi e splendidi e fottutamente enumeranti di te.
E non è forse nell'ardore del magma che il castano si fonde con l'azzurro?
E da quattro elementi nasce la vita.
Terra e acqua e fuoco e vento.
Terra e acqua e sole e freddo.
Terra e acqua.
Più rara di un quark e imprevedibile al di là dei sogni di Heisenberg.
Si spezza il filo del Caos, inerme e minuscolo. di fronte alla potenza della Vita.
Ancora una volta, sconfitti, cantiamo insieme nella Vittoria.
Destinati a quello che saremo tra 1000 e più anni, ti amo in quello che siamo, nella vita che sentiamo bruciare dentro.
Eco.Eco.Eco.
domenica 23 settembre 2012
A., celentano a.
Ti chiedi davvero davvero davvero quale possa essere il ricordo più antico che hai riguardo un brano significativo?
Ci sono stati momenti in cui non importava cosa stesse accadendo attorno:
quante torri gemelle stessero crollando, quanti presidenti stessero morendo, quanti cardinali stessero benedicendo.
La santità era molteplice, ma solamente duplice.
Duplice, come due.
Duplice, come noi.
La mistificazione si aggirava tra 8 mura, 4 per 2.
Quattro mura che facevano una stanza, 8 che ne facevano due, a distanza.
Tutt'altro che siderale, poi.
Tutt'altro.
E le coincidenze? Tornano perché hai pagato sufficientemente il guado del fiume; semplicemente, ora ti ritrovi dall'altra parte.
Il torrente che scorre così rapido.
Ruvido.
Rugoso.
Restio.
Ritorna.
Ritorna.
Non ti tocca. Non ti tocca lui, non riesce.
Sei il nascondiglio dalla morte, il mio mantello dell'invisibilità, la mia elder wand (?).
L'unico anello che indosserai, senza Mordor ad aspettarci.
La canzone felice della mia infanzia, un vecchio ricordo comune di quando si rimaneva a casa, svegli presto, di domenica mattina, seduti su un bancone in muratura, mangiando la kinder pinguì ancora con l'accappatoio addosso.
Ti ricordi di come, 15 anni fa, il sole entrasse dalle finestre e, incidendo sulla parte bassa delle finestre, ci illuminava il viso e non le gambe?
Ti ricordi di quando c'era la spensieratezza dell'incomprensione?
Ti ricordi di quando esistevamo a distanza?
Ti ricordi della gioventù non nostra? Il soffio vitale che coglieva di più tutti, tutti, quando nessuno era vittima della propria storia.
E il Natale? Il Natale interminabile e l'ansia dei regali? E le spese? E il cibo? E uno o due nanetti che si aggiravano in case diverse alla ricerca di giochi ormai perduti.
Rievocazione, solo se ci sei.
Ci sarò per sempre, nei tuoi occhi, ovunque.
Ci sono stati momenti in cui non importava cosa stesse accadendo attorno:
quante torri gemelle stessero crollando, quanti presidenti stessero morendo, quanti cardinali stessero benedicendo.
La santità era molteplice, ma solamente duplice.
Duplice, come due.
Duplice, come noi.
La mistificazione si aggirava tra 8 mura, 4 per 2.
Quattro mura che facevano una stanza, 8 che ne facevano due, a distanza.
Tutt'altro che siderale, poi.
Tutt'altro.
E le coincidenze? Tornano perché hai pagato sufficientemente il guado del fiume; semplicemente, ora ti ritrovi dall'altra parte.
Il torrente che scorre così rapido.
Ruvido.
Rugoso.
Restio.
Ritorna.
Ritorna.
Non ti tocca. Non ti tocca lui, non riesce.
Sei il nascondiglio dalla morte, il mio mantello dell'invisibilità, la mia elder wand (?).
L'unico anello che indosserai, senza Mordor ad aspettarci.
La canzone felice della mia infanzia, un vecchio ricordo comune di quando si rimaneva a casa, svegli presto, di domenica mattina, seduti su un bancone in muratura, mangiando la kinder pinguì ancora con l'accappatoio addosso.
Ti ricordi di come, 15 anni fa, il sole entrasse dalle finestre e, incidendo sulla parte bassa delle finestre, ci illuminava il viso e non le gambe?
Ti ricordi di quando c'era la spensieratezza dell'incomprensione?
Ti ricordi di quando esistevamo a distanza?
Ti ricordi della gioventù non nostra? Il soffio vitale che coglieva di più tutti, tutti, quando nessuno era vittima della propria storia.
E il Natale? Il Natale interminabile e l'ansia dei regali? E le spese? E il cibo? E uno o due nanetti che si aggiravano in case diverse alla ricerca di giochi ormai perduti.
Rievocazione, solo se ci sei.
Ci sarò per sempre, nei tuoi occhi, ovunque.
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