Ti senti per caso preso per il culo quando un qualsiasi essere, forma, causa, scopo, caso, si impunta proprio di brutto?
Per esempio:
Esistono due persone nel mondo, e che fa?
Si innesta PROPRIO in esse, un meccanismo talmente delicato, che so, nell'aorta, nel cuore, nel cervello fottuto, che se una pistola potesse sparare più veloce della luce, sarebbe un fatto scientifico molto meno rilevante.
Ora, mi chiedo? Sarà serotonina, dopamina, cristina? D'avena o che?
Mi sa che è un po' un nonsense, ma che io ti conosca, proprio a te, qualcosa vorrà dire.
Che tu stia lì, qualcosa significa. I settori poi sono altamente specifici, non è che ci può stare chiunque altro nel mondo, come a dire che il loco di quest'enzima non è soggetto a nessun tipo di competitività.
E io mi sento una specie di merda piccola, piccola, piccola: questa situazione vale pure per me, la gara è solo con me stesso.
Paradossalmente: io combatto contro me stesso per vincere contro me stesso per avere il posto che spetta a me stesso in una legge cosmica passionale che mi sono inventato da solo, che poi in realtà non esiste, ma esiste in qualità di legge vigente tra me e me e te.
O meglio: tra TE e me.
Mi pongo 22 centimetri sotto, magari 22 chilometri, insomma: una cifra a piacere, anche tendente all'infinito o ad un cazzo di zero. Insomma, qualcosa.
Tutto 'sto casino, poi, lo leggerai dopo, questa è la mia speranza più viva. Magari lo leggerai ridendo. Magari sentendoti un po' più piena, ancora un po' di più, che un altro giorno è passato. Magari lo leggerai bene, ecco. Bene con me, almeno.
E quando lo leggerai, saprai che non ci sono podi, incastri, gradini, premi, vincitori né vinti, non è una gara.
E' solo uno stronzo, quello che scrive per te, come se stesse parlando con te, ti dice "ciao, sono qui per te." ( E sì, il punto tu lo senti proprio, mentre lui parla )
La mia scelta è scegliere di nuotare accanto a te, un giorno. Sì, nuotare.
lunedì 14 gennaio 2013
sabato 29 dicembre 2012
PotPotPotPot-A-to.
Sogno, nell'esser desto, di sognarti, guardarti, tenerti, sentirti e assumerti.
Sogno di farlo su quella poltrona dall'aspetto comodo, marrone, in una stanza non mia.
Sogno di farlo da sempre, da vicino, ricordandolo come momento remoto, in un'immagine di te che guardi me. Eppure è ora, è poco fa. Ora come ieri, come non mai. Ora come due vite fa.
Ora come domani. Il tempo è uguale a uno, uno è quattro, nelle dimensioni. Chiamamelo caos, chiamamelo Chaos, chiamamelo Te. E' psichedelia e non son funghi, ma si utilizzano fritte col ketchup. Nel segno di ciò che mi è più caro.
Buongiorno, adorabilmente fritta.
Sogno di farlo su quella poltrona dall'aspetto comodo, marrone, in una stanza non mia.
Sogno di farlo da sempre, da vicino, ricordandolo come momento remoto, in un'immagine di te che guardi me. Eppure è ora, è poco fa. Ora come ieri, come non mai. Ora come due vite fa.
Ora come domani. Il tempo è uguale a uno, uno è quattro, nelle dimensioni. Chiamamelo caos, chiamamelo Chaos, chiamamelo Te. E' psichedelia e non son funghi, ma si utilizzano fritte col ketchup. Nel segno di ciò che mi è più caro.
Buongiorno, adorabilmente fritta.
sabato 15 dicembre 2012
Ad A
Ogni numero naturale è la somma di al più 19 quarte potenze.
19 è un numero strettamente non palindromo. E sì, fa parte della sequenza di Keith e, a dirla proprio tutta, è anche un numero felice.
Solo che per 42 giorni 19 sono in due, volevo soffermarmi su questo.
323 giorni di distanza e nacquero.
Vissero.
Conversero.
Le due rette sghembe diventano così una curva. Immagina: sei un concetto primitivo. Sei ( venti-Sei ).
A te.
19 è un numero strettamente non palindromo. E sì, fa parte della sequenza di Keith e, a dirla proprio tutta, è anche un numero felice.
Solo che per 42 giorni 19 sono in due, volevo soffermarmi su questo.
323 giorni di distanza e nacquero.
Vissero.
Conversero.
Le due rette sghembe diventano così una curva. Immagina: sei un concetto primitivo. Sei ( venti-Sei ).
A te.
giovedì 6 dicembre 2012
Nel blu, dipinto di blu, col giallo, grazie.
Perché, se ci pensi, la staticità sgretola l'essenza.
Essere così, così come sei, ha sapore metamorfico: sarai acqua, acqua che disseta, che lava via.
E se troppa acqua mi facesse affogare? Sei una simpatica ciambella che mi tiene a galla, ché negli oggetti comuni c'è un sapore deciso e fantastico di un prato, "la mano che mi salva" è ormai un harmony.
E se la ciambella fosse troppo stretta? Sei la liposuzione decisa che mi tiene dentro.
E se la liposuzione otturasse tutti i miei pori? Saresti gli infiniti aghi di infinitesimale grandezza.
E se gli aghi entrassero troppo a fondo? Sei il mio cervello in shock, vivo, fibrillante, l'ossigeno stimolante.
Il sapore dolce di una catena insatura, una dolcissima merendina, un dolce tipicamente domenicale.
E se fosse aterosclerosi? Saresti un'angioplastica decisiva.
La freschezza semplice, raramente comune, blu, gialla, di un idrogeno. Quello che porto addosso. Lato destro. E tu sei dentro.
giovedì 22 novembre 2012
For telling you that I need you.
Un giorno ho ricordato il nostro primo bacio, a quando per la prima volta il tempo s'è fermato.
E' un'istantanea ad esposizione prolungata :
metti una macchina fotografica ad uno dei poli, esposizione di 24 ore;
ottieni una vista delle stelle che descrivono una circonferenza intera e lasciano questa scia immaginaria dietro di loro.
Adoro pensare al relativismo di questi eventi, di come quelle stelle, se almeno pensassero, potessero immaginarsi tutte delle comete che ti portano al Graal.
Se si potessero basare su quella fotografia, tutte le stelle sarebbero davvero molto importanti.
Tu fissi un sistema di riferimento, un punto di vista esterno lontano milioni di chilometri, e guarda quelle: per 24 ore sono comete, se ne vantano, ti mostrano un sorriso infuocato e infantile, questi astri bambini.
Vorrei far loro capire che esiste una cazzo di causa, eh.
Vorrei dir loro che devono ringraziare le tue labbra, perché si sono appena elevate a forza motrice dell'universo.
E sarà vero che noi potremmo essere tranquillamente tutti morti, ché tanto la Terra si fa i suoi bei giri attorno al sole, mentre magari l'erba continua a nascere, il mare a muoversi e il cielo a girare, ma il punto è proprio questo.
Chi se li fila questi movimenti poi? E, soprattutto, che importanza assumono per se stessi, se nessuno li guarda?
Quello che voglio dire è che i cieli e i mari e le distese verdi diventano tristi senza Te.
Lo sono sicuramente per me, ma si intristiscono proprio di loro, i mari si prosciugano e l'erba non nasce e il cielo è pieno di nuvole, non se ne vede il blu.
E vorrei concentrarmi pure su quest'altro fantastico aspetto:
il cielo è blu grazie alla rifrazione delle radiazioni solari sugli elementi che compongono sull'atmosfera.
Ora, non vorrei sembrare saputello, ma è cosa nota che le radiazioni solari all'origine, nel vuoto dello spazio aperto, hanno delle caratteristiche lunghezze d'onda che le rendono gialle.
E, quindi, conseguenza fondamentale, il blu esiste perché esiste il giallo.
Se pensi al blu, pensi al cielo, quindi, si, oggettivamente il blu esiste perché c'è il giallo.
E, ti giuro, non vorrei nemmeno divagare più di tanto, ma da lontano il pianeta Terra è prevalentemente verde e blu, illuminato da un sole molto molto molto giallo.
Sarò serio. Lo ero anche nelle righe precedenti, ma lo sarò di più.
E quali spalle, e quale ingegno,
poté torcere le fibre del tuo cuore?
E quando il tuo cuore iniziò a battere,
quale terribile mano? E quale terribile piede?
Quale martello? Quale catena?
In quale fornace fu (plasmata) la tua mente?
Quale incudine? Quale terribile stretta
osa afferrare il suo mortale terrore?
Quando le stelle gettarono le loro lance
e lavarono il paradiso con le loro lacrime:
Egli sorrise a vedere il Suo lavoro?
Colui che creò l'Agnello, creò te?
Mi viene donato quest'immenso potere di sovvertire l'ordine dell'universo e di essere forza creatrice assieme a te.
Mi viene consapevolmente offerto il dono della vita, e di altre dopo di me, insieme a te.
Mi viene assegnato il compito di tenere saldamente le mani che mi danno la vita e mi tengono nella Morte.
Vedo che tutto muore attorno a me, se non ci sei.
Vedo che tutto è fermo attorno a me, col sapore delle tue labbra, tu in silenzio, io in silenzio.
Senza la tua voce, il mondo non si muove, attende silenzioso Noi.
Così ci autorizza a gettare quelle nostre lance verso il cielo, perché è nostro quello che è nostro.
Ti amo, senza limitazioni. L'analisi matematica non basta.
Ti amo, senza proposizioni. L'analisi grammaticale non è sufficiente.
Ti amo, e mi abbandono a 5 lettere e uno spazio.
E quali spalle, e quale ingegno,
poté torcere le fibre del tuo cuore?
E quando il tuo cuore iniziò a battere,
quale terribile mano? E quale terribile piede?
Quale martello? Quale catena?
In quale fornace fu (plasmata) la tua mente?
Quale incudine? Quale terribile stretta
osa afferrare il suo mortale terrore?
Quando le stelle gettarono le loro lance
e lavarono il paradiso con le loro lacrime:
Egli sorrise a vedere il Suo lavoro?
Colui che creò l'Agnello, creò te?
Mi viene donato quest'immenso potere di sovvertire l'ordine dell'universo e di essere forza creatrice assieme a te.
Mi viene consapevolmente offerto il dono della vita, e di altre dopo di me, insieme a te.
Mi viene assegnato il compito di tenere saldamente le mani che mi danno la vita e mi tengono nella Morte.
Vedo che tutto muore attorno a me, se non ci sei.
Vedo che tutto è fermo attorno a me, col sapore delle tue labbra, tu in silenzio, io in silenzio.
Senza la tua voce, il mondo non si muove, attende silenzioso Noi.
Così ci autorizza a gettare quelle nostre lance verso il cielo, perché è nostro quello che è nostro.
Ti amo, senza limitazioni. L'analisi matematica non basta.
Ti amo, senza proposizioni. L'analisi grammaticale non è sufficiente.
Ti amo, e mi abbandono a 5 lettere e uno spazio.
lunedì 5 novembre 2012
Storie di Ea
Grampasso sono e ad ampie falcate vengoti incontro.
Come giuoco mortal ricordi, viaggio ai confini delle mie terre, laddove i miei occhi un tempo incontrarono il mare.
"...soleva viaggiare d'autunno, dormire d'inverno, annusare di primavera, bere d'estate. Eppure, fino ad allora, mai aveva toccato e né ascoltato, né visto, né assaporato Quello.
Si sarebbe potuto definire come desiderio di vite passate, incontri eterei di felicità, acqua che prende con decisione il posto del sangue e comincia veloce a scorrere nelle vene, al ritmo incessante di battaglie e visioni...."
"...come incanti ormai dimenticati, magie potenti, Quello aveva riconosciuto il nome suo.
Il vero nome che gli apparteneva. L'aveva chiamato amore e poi passione e poi vita e poi morte.
Elevato al cielo come il più raro degli Dei e tenuto saldamente in terra col bruciore del fuoco freddo degli occhi che mai si sarebbe stancato di osservare, come se li tenesse stretti tra le mani, intanto troppo impegnate ad accarezzare il mondo che stava imparando a possedere..."
Estratti di "Il mondo in codice AP"
(up,su)
2012.26.08
Continuerò, sai?
Ad amare.
domenica 4 novembre 2012
I saw you
Dove le parole di un altro possono.
Che poi il mio respiro è sempre lì vicino.
When I heAr the engine pAss
I'm kissing you wide
The hissing subsides
I'm in luck
When the evening reAches here
You're tying me up
I'm dying of love
It's okAy.
La prima lettera è sempre l'unica.
Che poi il mio respiro è sempre lì vicino.
When I heAr the engine pAss
I'm kissing you wide
The hissing subsides
I'm in luck
When the evening reAches here
You're tying me up
I'm dying of love
It's okAy.
La prima lettera è sempre l'unica.
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